Filosofia di vita (0)
Capitolo 1: la tosse.

Svegliarsi col mal di gola, gli occhi gonfi e decidere di indossare canotta corta su pantaloni a vita bassa, scarpe basse, golfino leggerissimo.
Per una logica di fisica quantistica, dovuta alle mie misure, durante il solito tragitto a piedi dal parcheggio la maglia tenderà a salire ed il pantalone a scendere.

In piena fase salutistica decidere di assumere un'amara caramellina di propoli, e ricordare che: se scambierò un caloroso bacio durante le ore del mattino, avrò il sapore di cemento fresco.

Maledire l'etichetta cucita in basso sulla maglietta che solletica la pelle sottile della schiena (vergognarsi della propria malizia nel riferimento ad un noto personaggio delle favole).

Giungere al parcheggio, con 45 minuti di anticipo sull'orario d'ufficio, e lasciarsi accarezzare dal sole tiepido camminando lungo il corso centrale, fra salutare gas di scarico e fumo di sigaretta degli avventori dei bar.
Commuoversi per il continuo condividere spintoni, clacson, trapani e pettegolezzi.
Ed ammettere che, oggi, per essere felice mi basta una bevanda calda sorseggiata alla scrivania durante il lavoro, un abbraccio da regalare, un pensiero da tenere molto stretto.

24 (0)
Odore di pane.
Ho cominciato a prepararlo che era già tardi.

L'amica, che ho incontrato stasera, telefona sempre come si trattasse di un'urgenza.
Siamo rimaste sedute due ore, momenti in cui le vicende hanno assunto forma e sollievo nella condivisione. Lei aveva gli occhi stanchi.

Scrivo con due dita velocemente, sul piccolo riquadro bianco del documento posto nell'angolo del monitor.
Di sottofondo le note del piano, 'Round Midnight', che il piccolo sta provando da nuove partiture. Penso: 'chissà quante persone sono così fortunate'.
Torno col ricordo alla bambina che ero, che girava dietro il palco durante le esibizioni del nonno.
Innato, ma ereditario, il talento del 'piccolo'?
La 'grande', adolescente, è come me: scrive sempre e bene, descrive l'arte con passione.
La passione di entrambi, forse, è la mia.
Ragazzetti e monelli, tutti e tre.

Non resto spesso al pc di notte. Di notte le cose sembrano difficili.
Trascrivo ad intervalli i pensieri, invidiando le pagine gialle della mia Moleschine.
Domani le riempirò di profili, e figure regolari che ho già tracciato nella mente, come dozzine di foto inquadrate nel pensiero prima di scattare.
Sono in attesa, tutti quei disegni, nella punta antracite della matita con gommina bianca.

Non riesco a chiudere gli occhi, stasera, forse perché non mi va di vedere cose che non sono vere.
Desidero restare con le mani nella terra, ad affrontare le pietre che subentreranno nella malattia di mio padre, forti gli uni negli altri per scacciarle via, e sciacquarmi le dita nell'acqua più fresca.
Voglio toccare la pelle di ognuno e pensare che siamo ancora tutti qui.

Di notte cammino scalza sul legno scuro del pavimento di casa, incrocio le gambe sul velluto rosa del divano, fra i colori caldi e l'odore di noce.
Lascio una luce accesa finché non sono a letto. Nel silenzio dei passi, per non svegliare chi dorme: io e il gattino.

Le mie parole (0)


Un periodo pieno di sorprese (0)
Sottoscrivo ogni frase e parola. Magari evito si cambiare la scheda al telefono...
Un anno di attesa è tanto.



Un Periodo Pieno Di Sorprese (Samuele Bersani)
Comincia a ingiallirsi il nero del livido
non è più così tanto nitido
e da oggi il dolore ritorna
semplicemente sottocutaneo.
Ho cambiato la scheda al telefono
ho lavato nel lago lo spirito
e nel farlo il tuo corpo ha finito per essermi estraneo.

E´ un periodo pieno di sorprese
e non si contano più le offese
che per decenza mi rimangerei.
Ma ero stanco di sentirmi come
uno straccio sotto a tuoi piedi
mi sarebbe esploso il cuore prima o poi.

Alla parte non mi presto del povero Cristo
e perchè mai tu l´hai data a me
vuoi rispondere perchè
io dove finisco
in quale labirinto
se non c´è
uscita o speranza di evadere.

Continua a ingiallirsi il nero del livido
non è più di dominio pubblico
e da oggi il ricordo diventa
eternamente contemporaneo.
La vendetta è sevita sul tavolo
da strapparti dei fili dal cofano
ma nel farlo il piacere sarà
quello si momentaneo.

E´ un periodo pieno di sorprese
in sottofondo a queste imprese
la musica pian piano salirà.
Voglio prendermi un registratore
per tenerci dentro le parole
di quel proverbio che mi servirà.

Alla parte non mi presto
di chi è crocifisso
e perche mai tu l’hai data a me
vuoi rispondermi perchè
io dove finisco
in quale meccanismo
se non c´è
uscita o speranza
non c´è
nessuna certezza di evadere.

Alla parte non mi presto del povero Cristo
e perchè mai tu l´hai data a me
vuoi rispondere perchè
io dove finisco
in quale labirinto
se non c´è
uscita o speranza
non c´è
nessuna certezza di evadere.

Blackout (0)
Avete presente i momenti in cui vi ritrovate oltre il punto limite di reazione?
Nessun momento umanamente difficile, ma accumulo di oneri ordinari: innumerevoli punti nota da depennare, incombenze da espletare.
Nel tentativo di risolvere uno di questi sono rimasta basita, in quanto l'onere si era triplicato.

Un'amica psicologa, tempo fa, mi descrisse un semplice esercizio mentale sul quesito:
"Qual è la cosa che ritieni più difficile da vivere, la peggiore che potrebbe accadere?
Seguine i contorni, sogna le fasi più critiche, esagera le modalità".
Nella morale c'è l'auspicio non possa accaderci nulla di superiore a quanto idealizzato.

Sabato, invece, è scattato il salvavita che regola la mia elettricità.
Apparente serena ho telefonato ad un'amica e sono uscita a fare compere.

Ed alla domanda di un affetto sincero: come stai?
Ho risposto che mi trovo a pochi metri dal terreno, sospesa, dove giù c'è la vita e su la mia gestione. L'ascensore è al momento a pieno carico e devo attendere un po' sul piano: una cosa alla volta, per favore.

- - - - -
p.s.: alla Sua domanda, invece, non ho risposto.
Non restano molte parole se davanti c'è un muro di incomprensione.
Davanti al suo volto solo il mio sentimento limpido.


| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | Altre notizie> Ultima>>