a/r Salerno, Genova, Casella (0)

Pensavamo: la nostra meta è Faber
Di questa avventura, l'immagine che rimarrà impressa è quella di un giovane uomo intento a preparare pietanze d'alta cucina.
A Casella, una tranquilla località a pochi chilometri da Genova, la casa che ci ha ospitati è molto grande ed accogliente. Giuliano ha sistemato me, Ivana e i miei ragazzi in mansarda, la quale è suddivisa in tre ambienti ampi.
La scala è tutta in legno, a terra c'è parquet. Ovunque l'ambientazione è gradevole, e noi 14, più un gattino e un grande cane, affolliamo ogni angolo.
Non so dire quanto abbiamo mangiato e parlato, ma nonostante il lungo viaggio intrapreso per essere vicini, sembra avvenga tutto in quelle poche ore di convivialità.
La stessa mattina siamo partiti molto presto, io e i miei figli, Maria Linda (detta Mally) e Aldo (detto il piccolo), ed il treno mi è sembrato troppo scarno per essere adatto ad una lunga percorrenza.
Quasi non scambiamo parole con gli altri passeggeri, e questa nota stonata ci accompagnerà anche al ritorno: ognuno sembra perso nei propri pensieri, come se l'austerity dell'Italia costringesse le persone a chiudersi nel silenzio.
Cerco di occupare gli stessi posti che dovrò condividere con Toni, Andrea e Mariangela, una carrozza diversa da quella in cui ho i miei, ed ovviamente nell'ineffabile Legge di Murphy, dovrò scambiare tutte le poltrone perché già prenotate da altri.
A Roma Termini, Toni sale subito in carrozza, e nel vagone offre e regala ottima cioccolata, come da promessa per Mally.
A Massa non vediamo Andrea e consorte, e Toni telefona allarmato, vittima anch'egli dello scherzo dello stesso Andrea, salito sul treno da altra carrozza.
Il viaggio è piacevole, e a Genova incontriamo Ivana, monella vagabonda, mia gemella d'animo, ed anche il rinomato pullmino nelle sembianze di un elegante suv, con autista garbato ed educato, il quale si asterrà dal parlare di rane e lumache (vedi precedenti viaggi).
Entrando nel viale della casa di Giuliano riconosciamo tutti: in attesa, ma presi dal fotografare fiori, scambiarsi informazioni sulle ottiche digitali e sul web.
Pam sembra fotografare con gli occhi ogni attimo e persona, suo marito Maurizio le resta accanto continuamente, protettivo. Angioletto è la gioia dei miei occhi: rassicurante come l'amico lontano che ha percorso tanti chilometri per incontrarci, e so che c'è anche quando non lo sento.
Diego, giovanissimo e molto socievole, condivide battute con coloro che sono già suoi grandi amici.
Aldo, detto il grande, somiglia a Brad Pitt (e mi chiedo Brad a chi somigli...): sorprende nella delicata affettuosità familiare, unita a concretezza lombarda.
Andrea, il n. 2, ma secondo a nessuno, è alto, sorridente e giocoso.
Andrea, il n. 1, conosciuto come Boss, ha tanti meriti, ed uno è senz'altro sua moglie Mariangela: bella, delicata e forte, che si unisce ai nostri giochi e dialoghi amabilmente, diventando membro effettivo della compagnia.
Cosa pensi Andrea di noi è fatto noto, perché il Boss è schietto e palese in ogni intervento. Ma è ben chiaro anche cosa noi pensiamo del Boss: gli vogliamo un gran bene.
Nella villetta, nella casa che ci ospita, le direttive sono di Toni, organizzatore che ha predisposto anche menù e segnaposto, e Giuliano, quale imprevedibile cuoco d'eccezione e padrone di casa.
Mi ha sorpresa incontrarlo, molto diverso dall'ultima volta a Roma, talmente da vedere in lui una persona completamente nuova: smagrito, ma sempre dolce e schietto.
Tutti, colloquiamo come stessimo assieme ogni sabato del mese: il potere del sapersi conoscere (e riconoscere), forse.
Non sfugge al palato una sola pietanza, dolce o bevanda, e scambiamo regali mentre parliamo e ridiamo seduti nel lungo tavolo in sala da pranzo, tavolo costruito appositamente da Giuliano stesso.
Telefona Krilù, che dimentichiamo di richiamare per ulteriori saluti, ma è come fosse presente fra noi.
A notte tarda ci salutano a malincuore alcuni degli amici, e chi resta, nonostante il sonno, cerca di non far finire la notte.
Entro nel letto che scelgo di condividere con i miei figli, e nel sonno sento una carezza sulla testa da Ivana: le rivolgo un pensiero di grande affetto, memore del motivo per cui decidiamo di incrociare spesso le nostre strade.
Apro gli occhi d'improvviso per altri occhi grandi che mi scrutano, e il gattino sceglie di appisolarsi sulle gambe di mia figlia, il tutto incredibilmente familiare.
Il giorno seguente scorre via veloce, neanche ci bado presa dai ricordi dell'incontro importante di sabato, e con i miei ragazzi non riesco ad entrare nella mostra di Faber per via delle file all'ingresso e del traffico in autostrada.
Rientro a Salerno, grazie ad un treno in condizioni più tristi del precedente, con compagni di vagone anche più silenziosi. Nel silenzio si spegne anche il cellulare, complice dell'ambientazione d'altri tempi, di quelli dove l'amicizia aveva ancora un ruolo importante.
* foto: Toni
Sì, viaggiare! (0)
Il prossimo sabato di Pasqua è il mio compleanno, ma il progetto di stare fuori riguarda il 18 aprile: a Genova con la mia famiglia.Vedremo la mostra su De Andre', l'acquario... la città mi ha già ospitata, e ne ho ancora un forte ricordo.
Entusiasma la compagnia di amici fidati, l'allegria certa, il vitto dedicato, l'animosità monella.

Viaggio o meta (0)
Premessa e ringraziamentiDa anni, ogni qual volta ci incontriamo, fra amici webmaster, usiamo raccontare la nostra esperienza.
M'è obbligo innanzitutto esprimere ringraziamento verso alcune persone e, per l'accoglienza, a Toni e Fausta: nella casa, che pure conosco bene, il pomeriggio è trascorso con serenità e familiarità, dimentichi totalmente del tempo, metereologico e cronologico;
un bacio particolare a Fausta, ottima cuoca e padrona di casa, ospite quieto ma di rilievo fondamentale, a cui rinnovo i complimenti per la medaglia d'oro conquistata al Foro Italico questa domenica.
Applausi all'appartamento del B&B e alla signora che ha ospitato me e la mia "compagna di merende" (termine appropriato) Ivana;
bello Shangrilà, il locale della cena in zona Eur, molto gradevole nell'ambiente e soprattutto nel servizio, dove un ragazzo giovanissimo ha saputo coccolarci e farci commuovere.
Un abbraccio particolare a chi ci ha raggiunti, seppure fuori cena, ed in particolare ad Andrea, Carla e Raffaella (l'ospite a sorpresa ma assente, di cui non si è realizzata "la quadratura del cerchio" ).
Grazie alle Forze dell'ordine, che hanno spesso indicato la via a me ed Ivana, in giro fra monumenti e luoghi di ristoro.
Mi scuso con coloro a cui non abbiamo telefonato, ma la cena e l'ambientazione ci hanno sopraffatti totalmente.
Abbiamo dimenticato qualsiasi riferimento verso codice e grafica, lasciandoci coinvolgere dal Natale e l'amicizia consolidata e scoperta.
Un bacione alla mia amica Sabrina, ammalata ma presente telefonicamente.
Fra i miracoli di Natale, cito anche la reale sorpresa del party rappresentata dalla nascita del mio nipotino, prematuro, avvenuta in maniera rischiosa e di cui ho avuto notizia durante il viaggio in treno.
Infine ringrazio il senso dell'appetito ritrovato, ed assente da mesi insonni e difficili.
13 dicembre
Giorni di nubifragi, ma oggi c'è il sole.
La stazione centrale ha lavori in corso, e i ragazzi che attendono ai binari sembrano intenti nei loro mille impegni, presi come sono dal cellulare. Sembra, quasi, abbiano tutti da fare, e che nessun ricordi più cosa significhi restare calmo.
Ho un bagaglio molto leggero e piccolo, appena una borsa, e resto nella zona di luce attendendo: il treno ha un ritardo di 25 minuti.
Una signora dall'aria scontrosa ha occupato il mio posto, e mi siedo accanto. Con le cuffie del telefonino ascolto musica e leggo D'amore e ombra: forse stavolta riesco a finirlo.
Durante il viaggio ricevo la notizia d'essere diventata zia, per l'ennesima volta, ma c'è timore sia per il bimbo che per mia sorella.
Nell'attesa di nuove viaggio, fra messaggi divertenti e "peccaminosi" scambiati con Ivana, che intanto sta arrivando a Roma da Bergamo, telefonate d'amore (per cui sarei capace di uscire dal finestrino, nel desiderio di un abbraccio) e d'affetto con persone care.
A Roma sono in anticipo, rispetto al ritardo, e mi sorprende non trovare il "servizio di accoglienza" cui gli amici mi hanno abituata, con flash, tappeto rosso e baci.
Così telefono e richiamo, scherzosamente, Toni e Ivana che, già a Termini, mi raggiungono al binario.
E dal taxi alla casa di Toni e Fausta, dal delizioso pranzo ai lunghi dialoghi e confronti pomeridiani nel salotto, fra caffé, dolci e cioccolata, le ore trascorrono veloci.
(1)Roma, andata-ritorno
Il mini-appartamento, alloggio di noi ragazze, è caldo e accogliente, la mia camera molto grande, la sala per la colazione ricorda un'ambiente dal film Il gattopardo, e nel poco tempo a disposizione ci intratteniamo al telefono con Carla, e poi Andrea, il quale ci ricorda di predisporci a nuotare nel caso di esondazione ulteriore del Tevere.
La sera a cena mangiamo benissimo, il locale ha luci soffuse ed archi nella zona sotterranea, la compagnia è divertente e la disposizione dei posti è decisa da Toni.
Rivedo con piacere Renato, sempre giocoso e discretamente goliardico, la delicata Monique, il compito ed elegante Damiano, il retro-tecnologico Mike, dall'Abruzzo e senza cellulare, che svanisce e riappare.
Conosco Enzo che, mio coetaneo, si siede accanto e con cui scambio notizie informatiche e sul gruppo di amici presenti.
Un giovanissimo cameriere ci presenta la sua fidanzata, ci parla del matrimonio, dona sorbetti a fine pasto, e confezioni per portar via biscottini e dolci tipici, dono di Ivana e Mike. La tavola è colorata, le pietanze golose.
Enzo riparte per Foggia a mezzanotte, io e Ivana ci congediamo dal gruppo annunciando un ipotetico pigiama-party.
(2)Al mattino la tv parla di una città che non riconosco: fuori la finestra il sole, nello schermo il dramma di un'esondazione.
Taxi e centro: con Ivana, mia gemella d'animo e passioni condivise, in perfetta simbiosi e armonia, camminiamo nei luoghi tipici che conosciamo bene. A piazza Navona i primi acquisti per Natale, al Pantheon vaghiamo come turiste, visitiamo fontana di Trevi, piazza di Spagna, Trinità dei Monti, rinunciando a saggiare le caldarroste.
Caffé? Naturalmente in via Condotti, e nel piccolo e gradevole bar mangio pizzettine e brioche piccole, tentando inutilmente Ivana che resiste anche alle leccornie offerte dal galante proprietario.
Per il pranzo accettiamo l'invito di Toni che ci porta nel ristorante dello stesso albergo in cui ha soggiorato Mike il quale, introvabile, riappare all'uscio quasi invitato dall'aroma delle ottime pietanze.
Sazi ma leggeri, carichi solo dei regali ricevuti da portare a casa, giungiamo accompagnate infine a Termini, per il viaggio di ritorno prenotato per il primo pomeriggio.
(3)Al solito, l'allegria si protrae per l'intero viaggio di rientro.
I pensieri sono tanti e ricchi di avvenimenti e volti, che l'unica distrazione è solo verso gli affetti cui teniamo.
Neanche mi accorgo dell'arrivo puntuale, del bus, e non mi sorprende ricevere la telefonata di Toni, e poi il pensiero di Ivana.
A casa i ragazzi riempiono la tavola coi doni, e pretendono notizie e foto.
Non ho foto: sono andata a casa di amici, ed ho ricevuto familiarità.
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* (2) foto Renato: biscotti e dolci; (1) e (3) foto Roberta: il panorama dal B&B, Roma da Trinità dei Monti.
48 ore (4)

Salerno (foto: Liar)
Quando siamo usciti dal treno domenica sera 20 aprile, a Salerno, abbiamo quasi temuto d'aver confuso stazione o essere ancora col pensiero a Milano, da cui siamo appena rientrati.
Salerno immersa nella nebbia, inusuale, malinconica.
La mattina precedente abbiamo preso lo stesso treno, noi tre di famiglia, con la mente rivolta ad una promessa.
Per comprendere l'evento, occorre tornare appena dietro nel tempo, alla pigra sera in cui ho ricevuto la telefonata della cara "Dottora" Raffaella, la quale mi chiedeva se fossi interessata ad una festa, con sorpresa per i familiari, riguardante il rientro del piccolo Tealdi (Tancredi) dagli States.
In famiglia abbiamo riflettuto poco sulla decisione, così ci siamo adoperati per far coincidere una serie di circostanze favorevoli, e sabato mattina, 19 aprile, abbiamo preso l'eurostar alta velocità, diretti a Milano: solo 48 ore di sana follia.
Il viaggio è stato piacevole, con inclusione di Toni da Roma che ha provveduto al ricco pranzo, completo persino di dolce e pregevole cioccolata fondente.
Spesso mi chiedo cosa ci distingue dalle altre persone, dato che non riusciamo, evidentemente, ad evitare curiosità da parte degli altri viaggiatori che, interessati, hanno dialogato e partecipato alle nostre vicende forumistiche.
Alla stazione la "Dottora" fa trovare, da promessa, una pseudo-limousine cui è stato effettuato un lavaggio con centrifuga, dato che risulta appena ristretta rispetto l'originale, ma l'autista è amabile e simpatico, nonostante parli tutto il tempo con Toni di alcune specie animali che classifica come cibarie prelibate.

hotel Calipso (foto: Liar)
In breve giungiamo all'hotel Calipso, ed incontriamo subito la dolcissima Krilù con Sergio, la Dottora Raffaella, e come Woodstock con Snoopy, incontro Diska e splendida signora, ed appena in ritardo il piccolo-grande Tancredi.
Attendiamo i coniugi Tealdi e la dolce Melissa, e nel mentre ci appartiamo all'interno dell'hotel: prepariamo la regia della sorpresa.
I coniugi sono all'oscuro di tutto, ma sembrano sospettosi verso Raffaella che li accoglie.
Ed ecco dalle loro spalle Toni, che esordisce con una battuta e li fa sorridere, poi di seguito Krilù, Diska, Mike, e quando mi unisco con i ragazzi sento un urlo compiaciuto.
Siamo tanti...
Toni ci fa raggruppare e dice c'è bisogno della foto ricordo, e finalmente dall'interno dell'hotel compare Tancredi, e le risa, le urla, smettono d'improvviso. C'è silenzio.
Di questo attimo ricordo come volessi riprendere con la videocamera ogni fase, ma l'emozione ci ha colti impreparati: in un attimo siamo diventati troppi nell'intimità.
La commozione ci ha coinvolti, ed in seguito Malli mi dirà di come s'è commossa anche la proprietaria dell'hotel, testimone dell'incontro.

ristorante Cascina Picchetta, atrio (foto: Aerogolfer)
Isolata e lunga la strada per il ristorante che ci vedrà tutti assieme.
Passiamo per risaie, cascine, il navigatore di fiducia è fortunatamente Margherita Tealdi, ed arriviamo alla meta senza perderci (per quanto ci costringa ad un improvvisa inversione ad U).
Ci sorprende il posto simpatico in una zona così impervia, ed oltremodo com'è possibile sia stato scovato dalla Dottora, notoriamente priva di senso dell'orientamento.
Qualcuno (noi tutti) malignerà l'abbia trovato per caso un giorno in cui si è persa!

vecchio Nokia vs iPhone (foto: Liar)
I proprietari e camerieri del ristorante indossano buffi berretti a quadri da chef, e l'atrio mi ricorda tanto le case messicane.
Al tavolo siamo eterogenei e numerosi:
incontriamo la splendida Nina con Marco e cuccioli al seguito, provenienti da Ferrara;
conosciamo zio Crick, Marco, e la sua bella e cordiale famiglia, da Milano;
a fine serata ci raggiunge la bellissima e schietta Damila, da Aosta;
ci sono i Tealdi da Magnago (Novara);
i coniugi Diska da Milano;
i coniugi Krilù e Sergio da Ravenna;
Toni da Roma;
Raffaella da Pavia;
Mike da Giulianova (Teramo);
noi famiglia Liar, Malli e Aldo, da Salerno.
La cena sembra non finire mai. Davanti all'hotel, in piena notte, proseguiamo con le chiacchiere e gli scherzi: di certo, gli altri ospiti, ci perdoneranno...

Milano, stazione centrale (foto: Aerogolfer)
Dormiamo bene, nonostante la stanchezza, e la proprietaria si mostra gentile preparandoci vivande per il rientro.
Con egoismo, prendo ogni coccola possibile da Krilù che, con Sergio, non smette di ricambiarci l'affetto. Ed infine la seconda pseudo-limousine, stavolta passata per un ferro da stiro troppo vivace che la fa somigliare tanto ad un Van, ci riporta alla stazione centrale per il rientro a casa.
Non penso bastino le parole per descrivere l'emozione che si prova quando si corrisponde, si vive, una tale sintonia di affetti. Anche le telefonate con chi è distante: Ivana, Andrea, Jan, Fadamia, Renato (spero non dimenticare nessuno) conferma la reciprocità d'intenti.
A Salerno il primo pensiero non è stato: siamo a casa, che forse c'eravamo anche prima.
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Il blog di Mally - I commenti su Sitoaperto
Spaghetty Party (5)
Roma, 14 e 15 dicembre 2007Premessa
Sono trascorsi anni dal primo incontro con gli amici di Roma.
Scrivere queste note è stato difficile perché non rappresenta più l'eccezione, ma la semplice conferma di una consuetudine.
Lo beneficio, lo studio e la consuetudine sono cagioni d’amore accrescitive (Dante).
Maremma, che freddo c'è stasera!
Siamo partiti in tre da Salerno e, manco a dirlo, abbiamo raggiungo il binario pochi istanti prima della partenza.
Fortuna, per una volta, l'Eurostar non sia puntuale.
Roma tranquilla, alla fermata del taxi ci sembra di vedere l'ex CT Lippi della Nazionale: la Juve gioca contro la Lazio in serata.
Il tassista del nostro turno è ragazzino, mi trattengo dal chiedergli di mostrarmi la patente, e ci porta a destinazione, a casa per pranzo da cari amici, passando per Villa Borghese. Molto onesto e simpatico, ci diverte con aneddoti e chiede delle nostre zone.
A Roma c'è meno freddo che a Salerno
Passano le ore, e noi mangiamo cibi prelibati ed esotici.
Per esotico intendo: originario di un luogo diverso da quello in cui ci si trova.
La padrona di casa, della famiglia ospitante, è bolognese, cresciuta a metà strada fra Calabria e Campania ed ora stabilmente nel Lazio. Sulla sua tavola alcuni salumi sardi, pane calabrese, salse piccanti, lasagna campana, carne bianca e salsicce, vari contorni, torta dolce Scazzetta tipica salernitana con crema fragoline di bosco.
Nel pomeriggio, fra amabili discorsi, ricevo la telefonata di Giuliano, in giro fra turisti a piazza di Spagna.
Ci accordiamo per ritrovarci sotto casa di Sabrina.
In quattro (io, i miei e Giuliano) non riusciamo a trovare il cognome di Sabri sul citofono!
Le telefono, le chiedo se è discinta o composta
Sabrina è amorevole, schietta, sempre la stessa amica dalle interminabili telefonate.
Giuliano: persona sensibile ed educata, colta storicamente, profondamente gentile.
Si avverte in lui una bontà d'animo notevole, mista a scherno, desiderio di sorridere.
Trascorrono le ore e ci prepariamo per il party con spaghettata.
Manuale del perfetto cerimoniere: come far divertire e divertirsi in soli 40 mq
Istruzioni per l'uso.
Naturalmente, in auto Sabri litiga col navigatore. I ragazzi seduti nei sedili posteriori sono quieti, complici.
Toni, in compenso, telefona almeno sei volte, con intervalli che si aggirano fra i due minuti e i dieci secondi, e scommette non raggiungeremo il ristorante.
Al contrario siamo puntualissime, ma non troviamo l'ingresso. D'altronde, lungi da noi ritenere una vetrina la porta di ingresso!
Toni ci viene incontro, scendiamo nella sala appositamente prenotata per l'incontro degli amici e ritroviamo tutti.
C'è Laura, ammalata ma vestita elegantemente, con capelli ritti e che pungono, e al suo seguito i due splendidi figlioli.
Emanuela, non so se è lei ad aver portato Laura o il contrario, è davvero bellissima, dolce, molto femminile seppure nel completo nero.
Damiano, galante ed introverso, con doni speciali per ognuno.
Mike: mai visti tanti dolci assieme... come avrà fatto a portarli dall'Abruzzo?
Monique: dolcezza ed eleganza francese.
Renato, eterno mio gangster... sempre allegro, compagnone, sensibile oratore.
I ragazzi, tutti assieme, ben sei, si divertono.
Mangiamo antipasto e poi spaghetti, qualcuno chiede il bis.
La sala è isolata e per telefonare, riceverne da altri amici, siamo costretti ad uscire all'aperto.
A fine pasto esponiamo a tavola i dolci.
C'è una sacher, sfogliate, amaretti, calzoncelli di castagne...
Quanto sei bella Roma...
Stavolta, niente giro turistico, niente stress.
La Domenica fra le strade di Roma è tranquilla, ma partiamo nel primo pomeriggio esausti.
Salerno, davvero, ha clima più freddo in questi giorni, forse per via del vento di mare.
La valigia è appena uno zaino, di poco ingombro e leggera, solito bagaglio.






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