La superSorpresa: il Bicitripper! (1)
Premessa.
Quasi ho rischiato di perdere l'Evento, presa tra i soliti mille impegni... Poi un giorno ho letto del Tour, e cominciato a seguire le peripezie del nostro Campione Bicitripper: Ascanio Tealdi.
Accidenti, ho pensato, e già Ravenna mi è sembrata una tappa eccezionale. Tornerà indietro adesso, e invece ha proseguito, e ancora.
La sera di giovedì ero appena rientrata dal cinema, Toni ha telefonato ed ho subito indovinato ci fosse Ascanio con lui. Che bello sentirlo. È favoloso sentire e vedere amici con cui sei in simbiosi perfetta, e con tutti i Tealdi c'è feeling.
Nel forum, intanto, le battute non sono mancate e Giorgio, zio Crick, hanno dibattuto su di me, perché i grandi Ciceroni (Renato e Toni) hanno dimenticato il loro Angelo.
Forse le battute, forse il mio invito, di fatto Ascanio ha inviato dapprima un messaggio privato, poi un sms, e solo sabato ho avuto conferma. La sera stessa, il nostro "gancio" Sabrina mi ha avvisata dell'avvenuta partenza in gran segreto.
Domenica 18 giugno 2006, ore 16:00. Sono sul divano del mio salottino, persino addormentata, e ricevo una telefonata da Ascanio. Ma, scusa, "dove sei?", e lui "davanti un bar, lo 089".
Cavolaccio, persino un bar alla moda si è scelto. E in dieci minuti lo raggiungo.
Facile, per percorrere l'intera città in auto, senza traffico, non si impiega più di quaranta minuti.
Penso: lo riconosco? Ma lui è l'unico ciclista, poggiato ad una panchina, senza casco ma con gli occhiali. Che gioia...
Mi segue, ci alterniamo al comando nel traffico e presto siamo a casa. Innanzitutto occorre avvertire Margherita, poi è il turno di Ascanio stesso a cui occorre tempo per riprendersi, e infine annunciamo la sorpresa al forum.
Amici cari: ma che state sempre lì in diretta? Subito ci telefonano: Sabrina, Giorgio, Raffaella... Che banda di scatenati fanatici, appassionati monelli. Ascanio parla con Mar, con tanti... neanche so con esattezza l'ordine delle telefonate.
In casa c'è silenzio, e comincio a preoccuparmi. Difatti Taghi, ben noto gattino biondo, dietro la bici di Ascanio ha trovato un bel rifugio, e tanto di cui occuparsi. A vederlo mi si è stretto il cuore in una morsa: spuntavano solo gli occhi tra il nero fumo del muso e le zampe, mentre continuava a strofinarsi giocoso. Fotografie non ho potuto farne perché sono corsa a ripulirlo, o perlomeno ho tentato. Poi sono rientrati i miei ragazzi, e la serenità è proseguita nonostante la stanchezza. Abbiamo cenato, parlato, scritto, guardato foto, e finalmente a letto.
Lunedì 19 giugno 2006. La sveglia comoda, e senza lavoro. Dopo colazione e la predisposizione del pranzo, decidiamo per un giro in centro. Solite tappe, ma il caffé, il gelato nel pieno sole hanno dato il giusto ristoro.
La mia piccola Linda, distratta, perde borsettina e telefono, per saperne del ritrovamento a pomeriggio inoltrato. C'è tanto caldo, e mentre finalmente Ascanio smonta la bici, noi decidiamo per il Parco comunale e una pizza. E siamo fortunati perché, nonostante di lunedì i locali risultino chiusi, nell'ottimo Lido accanto casa il famoso pizzaiolo ci accontenta cuocendo in anticipo sull'orario d'apertura del forno.
Martedì 20 giugno 2006. Giorno della partenza, ma io sono al lavoro fino alle 12 e 30. So che Ascanio ha girato a piedi da casa al centro, fino una costruzione recentissima di un albergo a forma di nave, che io definisco "Titanic".
Dal rientro alla partenza è tutto cronometrato: ritiro omaggio di latticini, pane (e anche Ascanio ne ha preso), tarallucci con naspro, pranzo fugace ma ricco e con dessert, spedizione in auto con bici sui sedili posteriori, il mio piccolo Aldo sulle gambe di Ascanio seduto avanti, Linda sotto la bici (!), io alla guida. In stazione quindici minuti prima della partenza.
Un signore gentilissimo ci offre il suo biglietto del parcheggio inutilizzato, e noi corriamo al binario.
Puntualissimi!
Ma è meglio riprendere e fotografare bene, perché, figurati, se Toni e Renato credono alla partenza. E foto di gruppo, foto allo scompartimento, all'uscio del vagone... e lo vedo andare.
Da buon angelo ho eseguito il compito, da buona amica sono rimasta per ogni minuto presente, da caro affetto di Margherita ho accertato la sua parte mancante rientrasse alla base.
In casa c'è silenzio e calma, ma Taghi, buono e tranquillo questi due giorni, ci ha avvisati di un'assenza... la bici del Bicitripper.

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