IV Capitolo (0)

21 gennaio, notte
Oggi è stata una giornata esemplare, di quelle da prendere come campione.
Nessuno nasce vivo, cita una frase dal film dell'altra sera, e difatti mi chiedo ora chi pensi d'esserlo, veramente, vivo.
Cosa crede di poter dimostrare chi si erge a valutatore d'altri, moderatore, laddove non ha il coraggio di mostrarsi totalmente.
Ed in mente risuona, ancora, la frase ingiusta che porta fuori l'uscio chi non ha mai osato entrare.
Tarda notte.
Sto spalmando una crema sul tatuaggio, nell'altra camera mia figlia sta tentando di recuperare lo studio non appreso bene, e domani avrà il giusto voto cui dovrà rimediare.
Mio figlio ha la febbre, e dovrò alzarmi alcune volte per controllarlo.
Rammento i miei ritmi.
Oggi ho usato l'auto sei volte, ho raggiunto l'ufficio per lavorare, sono rientrata a casa per cucinare, poi a prendere mia figlia e accompagnarne l'amica, pranzo e di nuovo in ufficio, al rientro ho partecipato alla riunione a scuola di mio figlio, ho predisposto la cena e sono uscita pochi attimi per acquistare un regalo per me (qualcosa per ascoltare musica), una lampada e una radio-sveglia per i ragazzi.
Ora sono sul letto e scrivo, e non posso ancora addormentarmi.
Ho una grande colpa: amo.
E mentre, stamani, riprendevo a respirare con regolarità, ho chiuso la copertina del IV capitolo del mio libro.
Non mi sento di aggiungere commenti: la mente è vuota, come chi si trova davanti una pagina bianca.
Ma, di certo, siamo stupidi in tanti, tutti noi che cerchiamo di capire e di spiegare cose, stravolgendole, consentendoci di agire da vigliacchi, nella presunzione (questa, sì) di Mangiafuoco che accende la fiamma e brucia i burattini, cercandone i resti integri fra la cenere.





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