Adios Nonino (2)
Sarà che amo lo stridere delle corde quando le dita lasciano la tastiera;sarà che sono cresciuta ascoltando mio nonno suonare;
sarà che ne studiavo anch'io;
sarà che amo le silenziose parole del tango argentino.
Marcel Estivalet mentre interpreta Adios Nonino di Astor Piazzolla.
è appena ieri (0)
Da Qui io ti amo di Pablo Neruda"Qui ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.
Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei così distante".
poche note (0)
Le porte del sogno, Sergio CammariereCucina da due soldi (0)
Grazie alla mia carissima amica Milonguita, con cui divido quest'avventura, è da oggi attivo un nuovo blog dedicato alla cucina semplice e veloce:Cucina da due soldi

Rivolto a coloro che vanno spesso di corsa, lavorano, sono single o semplicemente non sanno mai cosa preparare per pranzo.
Le descrizioni sempre collaudate ed immediate.
Uno sguardo rivolto anche a coloro che soffrono di intolleranze alimentari.
In bocca al lupo, a noi!!!
48 ore (4)

Salerno (foto: Liar)
Quando siamo usciti dal treno domenica sera 20 aprile, a Salerno, abbiamo quasi temuto d'aver confuso stazione o essere ancora col pensiero a Milano, da cui siamo appena rientrati.
Salerno immersa nella nebbia, inusuale, malinconica.
La mattina precedente abbiamo preso lo stesso treno, noi tre di famiglia, con la mente rivolta ad una promessa.
Per comprendere l'evento, occorre tornare appena dietro nel tempo, alla pigra sera in cui ho ricevuto la telefonata della cara "Dottora" Raffaella, la quale mi chiedeva se fossi interessata ad una festa, con sorpresa per i familiari, riguardante il rientro del piccolo Tealdi (Tancredi) dagli States.
In famiglia abbiamo riflettuto poco sulla decisione, così ci siamo adoperati per far coincidere una serie di circostanze favorevoli, e sabato mattina, 19 aprile, abbiamo preso l'eurostar alta velocità, diretti a Milano: solo 48 ore di sana follia.
Il viaggio è stato piacevole, con inclusione di Toni da Roma che ha provveduto al ricco pranzo, completo persino di dolce e pregevole cioccolata fondente.
Spesso mi chiedo cosa ci distingue dalle altre persone, dato che non riusciamo, evidentemente, ad evitare curiosità da parte degli altri viaggiatori che, interessati, hanno dialogato e partecipato alle nostre vicende forumistiche.
Alla stazione la "Dottora" fa trovare, da promessa, una pseudo-limousine cui è stato effettuato un lavaggio con centrifuga, dato che risulta appena ristretta rispetto l'originale, ma l'autista è amabile e simpatico, nonostante parli tutto il tempo con Toni di alcune specie animali che classifica come cibarie prelibate.

hotel Calipso (foto: Liar)
In breve giungiamo all'hotel Calipso, ed incontriamo subito la dolcissima Krilù con Sergio, la Dottora Raffaella, e come Woodstock con Snoopy, incontro Diska e splendida signora, ed appena in ritardo il piccolo-grande Tancredi.
Attendiamo i coniugi Tealdi e la dolce Melissa, e nel mentre ci appartiamo all'interno dell'hotel: prepariamo la regia della sorpresa.
I coniugi sono all'oscuro di tutto, ma sembrano sospettosi verso Raffaella che li accoglie.
Ed ecco dalle loro spalle Toni, che esordisce con una battuta e li fa sorridere, poi di seguito Krilù, Diska, Mike, e quando mi unisco con i ragazzi sento un urlo compiaciuto.
Siamo tanti...
Toni ci fa raggruppare e dice c'è bisogno della foto ricordo, e finalmente dall'interno dell'hotel compare Tancredi, e le risa, le urla, smettono d'improvviso. C'è silenzio.
Di questo attimo ricordo come volessi riprendere con la videocamera ogni fase, ma l'emozione ci ha colti impreparati: in un attimo siamo diventati troppi nell'intimità.
La commozione ci ha coinvolti, ed in seguito Malli mi dirà di come s'è commossa anche la proprietaria dell'hotel, testimone dell'incontro.

ristorante Cascina Picchetta, atrio (foto: Aerogolfer)
Isolata e lunga la strada per il ristorante che ci vedrà tutti assieme.
Passiamo per risaie, cascine, il navigatore di fiducia è fortunatamente Margherita Tealdi, ed arriviamo alla meta senza perderci (per quanto ci costringa ad un improvvisa inversione ad U).
Ci sorprende il posto simpatico in una zona così impervia, ed oltremodo com'è possibile sia stato scovato dalla Dottora, notoriamente priva di senso dell'orientamento.
Qualcuno (noi tutti) malignerà l'abbia trovato per caso un giorno in cui si è persa!

vecchio Nokia vs iPhone (foto: Liar)
I proprietari e camerieri del ristorante indossano buffi berretti a quadri da chef, e l'atrio mi ricorda tanto le case messicane.
Al tavolo siamo eterogenei e numerosi:
incontriamo la splendida Nina con Marco e cuccioli al seguito, provenienti da Ferrara;
conosciamo zio Crick, Marco, e la sua bella e cordiale famiglia, da Milano;
a fine serata ci raggiunge la bellissima e schietta Damila, da Aosta;
ci sono i Tealdi da Magnago (Novara);
i coniugi Diska da Milano;
i coniugi Krilù e Sergio da Ravenna;
Toni da Roma;
Raffaella da Pavia;
Mike da Giulianova (Teramo);
noi famiglia Liar, Malli e Aldo, da Salerno.
La cena sembra non finire mai. Davanti all'hotel, in piena notte, proseguiamo con le chiacchiere e gli scherzi: di certo, gli altri ospiti, ci perdoneranno...

Milano, stazione centrale (foto: Aerogolfer)
Dormiamo bene, nonostante la stanchezza, e la proprietaria si mostra gentile preparandoci vivande per il rientro.
Con egoismo, prendo ogni coccola possibile da Krilù che, con Sergio, non smette di ricambiarci l'affetto. Ed infine la seconda pseudo-limousine, stavolta passata per un ferro da stiro troppo vivace che la fa somigliare tanto ad un Van, ci riporta alla stazione centrale per il rientro a casa.
Non penso bastino le parole per descrivere l'emozione che si prova quando si corrisponde, si vive, una tale sintonia di affetti. Anche le telefonate con chi è distante: Ivana, Andrea, Jan, Fadamia, Renato (spero non dimenticare nessuno) conferma la reciprocità d'intenti.
A Salerno il primo pensiero non è stato: siamo a casa, che forse c'eravamo anche prima.
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