Taghi (3)
Il mio splendido gattino.

Vacanze lombarde (1)

Domenica 6 agosto sono a pranzo. Squilla il telefono di casa e la voce amica di Ascanio esordisce: "Ma tu sei una persona capace di organizzare in un giorno? Venite su da noi domani".
Domani, è troppo presto. Gli ho chiesto tempo per pensarci, ci siamo dati appuntamento per la sera. Ma davanti ho mia figlia che, entusiasta, approva l'idea, mio figlio anche.
Due conti, l'idea per il gattino, un breve controllo su internet per i treni ed ho richiamato Ascanio. È trascorsa quasi un'ora.
"Cos'è, hai già i biglietti?", ed io: "Quasi..."
Mi serve il lunedì per i bagagli, avvertire i miei, la tata per il gatto, prendere qualche regalo per gli ospiti...
Martedì mattina siamo in viaggio, e i ragazzi sono sereni e tranquilli. Aldo non dorme, Linda ascolta solo musica, io accanto ho un ragazzino che parla sempre al cellulare.
Sette, lunghissime ore in comode ed eleganti poltrone.
Linda aveva scherzato, giorni addietro, con Ascanio sull'indossare qualcosa di rosso per riconoscersi (ma noi lo conosciamo già bene, ed è un amico di tutti in famiglia), e si rammarica di avere abiti bianchi.
A Milano vedo, invece, Ascanio in t-shirt rossa al binario o meglio, alla nostra carrozza del treno e sorrido felice. Lui ha il naturale prolungamento della mano: la digitale, e ci riprende come fossimo V.I.P.
In stazione, sento chiamarmi per nome. Mi volto, dubbiosa...
Chi mai posso incrociare nelle remote piattaforme lombarde?
Naturalmente: il mio commercialista! L'assistente che lavora nello studio commercialistico, per la precisione Giulia, carissima amica.
La vita è strana, il destino forse, il mondo intero lo è.
Sembra spesso di guardare le cose esterrefatta, come se tanti anni non mi avessero forgiata e preparata abbastanza: e mi sorprendo.
Ascanio è alto, tutta la famiglia Tealdi lo è: Margherita, Tancredi, Melissa... noi sembriamo provenienti da qualche altro emisfero astrale. Ma hanno un calore familiare che si avverte, si tocca per mano in ogni parola, ogni gesto, ogni attenzione che riservano da sembrare parte della tua stessa famiglia.
In casa hanno preparato una zona solo per noi. Nei giorni ho imparato ad amare molto la loro accogliente casa nel verde, le scale che portano su in camere-soffitta ed anche giù nei terranei.
Hanno un calcetto, vari computer, sala lavanderia, sala dispensa... giardino con flora magnifica e fauna
Accanto la casa c'è qualcuno che alleva cavalli, e davanti le terrazze si scorge il bosco.
La zona è magnifica, pochi chilometri da Malpensa.
Persino il tempo è clemente: semi-coperto tutta la settimana, fresco quasi, bello, asciutto.

Il primo tour è nel centro di Milano, dapprima al Duomo, poi in un antico negozio di giochi "La città del sole" dove abbiamo acquistato dei piccolissimi dadi portafortuna, e infine al Museo di Storia Naturale.
Spettacolare: tantissimi minerali esposti e le ricostruzioni preistoriche, diorami, i confronti tra homo habilis e homo sapiens, i vari dinosauri in dimensione naturale, rettili, anfibi, uccelli, invertebrati e la traccia del primo dinosauro italiano ritrovato, Ciro.
Milano un po' delude le aspettative, lontana dall'idea dei grattacieli e la metropoli rinnovata. Girovago, così, in una città tipicamente italiana, tra architettura ottocentesca e commerciale. Ma la gioia è negli amici che ci accompagnano, e i miei ragazzi con loro si sentono a proprio agio.
La prima a scoprire la trasferta fuggitiva è stata Raffaella, dolce cara amica di Pavia. Mi sorprende al telefono, e scopro di essere troppo evidente per alcuni a cui sono affettivamente legata.
Di sera invece telefoniamo a Giorgio, e lui non indovina chi sia. Pensa a MariaRita.
Contento, un po' sconvolto, mi promette di tentare di liberarsi per il giorno dopo, ma ad Ascanio preannuncia l'arrivo la stessa sera.
E così lo vedo alla porta poco dopo: camicia grigia, cravatta chiara, elegante e impettito con gelato quattro gusti fra le mani.
Gioca con noi, è contento. Noi lo siamo ancora di più, e riusciremo ad incontrarci ancora, con gusti di gelato apprezzati maggiormente perché scelti "su misura" per tutti gli ospiti.

I giorni trascorrono veloci ed impegnati: con Margherita una mattina "fuggiamo" presto per una colazione brioche e cappuccino, poi andiamo a trovare Ascanio al lavoro e sbrighiamo compere a tempo di record.
Sembra quasi ci frequentiamo da sempre.
Ascanio cucina focacce e pane buonissimi, e "pollo alla casanuova" sfuggendo il temporale.
Con Tancredi usciamo ancora e andiamo persino in piscina, dopo aver frettolosamente acquistato costumi per me e i ragazzi, ma in zona cado e riporto uno stiramento al polpaccio sinistro. In acqua nuoto per quasi un'ora e mezza, ma della lesione soffro molto e ne porterò le conseguenze fino a Salerno.
Nell'ulteriore trasferta a Milano, ritrovo Raffaella, venuta già a trovarci frettolosamente un giorno rimandando persino i festeggiamenti del suo anniversario, e ci raggiunge Daniele Lordfly da Genova, dolce e introverso come solito. Ancora Piazza Duomo, Galleria, Teatro alla Scala, giriamo il Castello Sforzesco, ci fermiamo incantati ad ammirare il negozio con la Ferrari.
Mangiamo la pizza, gigante, proviamo ad andare al Planetario per trovare chiuso
Camminiamo chilometri a piedi, e la gamba fa male. Al rientro Ascanio ci porta, fuori programma, a vedere Malpensa ed io fotografo gli aerei che atterrano passando vicini la mia testa: enormi e leggeri, fantastici.

Partiamo alle 14:00 di domenica 13, sempre Eurostar senza cambi fino Salerno.
Margherita dona a sorpresa alcune sue conserve e libri per tutti. Aldo finisce il suo a Firenze, Linda chiuderà il volume solo a casa, io al rientro sono a metà per la fatica accumulata alla gamba.
Taghi, il gattino, ci attende steso sul tappeto orientale dietro la porta di casa: sembra un bambino.
Paziente, ci segue e parla, comunica, accetta e dona carezze.
Tornare è sempre bello, ma lasciare tanto affetto segna come una ferita perenne dentro.
Il mio pensiero è rivolto avanti, e a quanto dovremo ancora vivere. Accanto, disponibile, la valigia.
Link al mini-blog di Giorgio
e all'album (zona protetta) di Ascanio Tealdi.
*** Foto: Ascanio Tealdi, Margherita Tealdi, Liar
Vacanza, invece è un viaggio... (1)
PersonaleGuardo nel vuoto.
I ricordi accomunano fotografie, persone e situazioni astratte, parole... belle e vuote.
Non è utile pensare a qualcuno assente in questa mia vita.
Quando una persona è distante, semplicemente, non c'è.
Presente
È domenica, 6 agosto, e sto preparando per pranzo.
L'amico al telefono: "Sei un tipo che riesce ad organizzare in un giorno?".
Sì, lo sono, ma concedo 24 ore per predisporre una baby-sitter per il gattino, il posto prenotato in treno per me e i ragazzi, i bagagli e qualche regalo.
Un'ora dopo la telefonata, ho già i biglietti in email.
E penso che se mi si chiedessero, adesso: "Hai più di una persona che ti vuole davvero bene?". Risponderei di sì.
CAMPIONI DEL MONDO! Fifa World Cup 2006 (0)
Contro tutto e tutti! Nel cuore, sempre!Il Video del goal che ha decretato la vittoria.

La superSorpresa: il Bicitripper! (1)
Premessa.
Quasi ho rischiato di perdere l'Evento, presa tra i soliti mille impegni... Poi un giorno ho letto del Tour, e cominciato a seguire le peripezie del nostro Campione Bicitripper: Ascanio Tealdi.
Accidenti, ho pensato, e già Ravenna mi è sembrata una tappa eccezionale. Tornerà indietro adesso, e invece ha proseguito, e ancora.
La sera di giovedì ero appena rientrata dal cinema, Toni ha telefonato ed ho subito indovinato ci fosse Ascanio con lui. Che bello sentirlo. È favoloso sentire e vedere amici con cui sei in simbiosi perfetta, e con tutti i Tealdi c'è feeling.
Nel forum, intanto, le battute non sono mancate e Giorgio, zio Crick, hanno dibattuto su di me, perché i grandi Ciceroni (Renato e Toni) hanno dimenticato il loro Angelo.
Forse le battute, forse il mio invito, di fatto Ascanio ha inviato dapprima un messaggio privato, poi un sms, e solo sabato ho avuto conferma. La sera stessa, il nostro "gancio" Sabrina mi ha avvisata dell'avvenuta partenza in gran segreto.
Domenica 18 giugno 2006, ore 16:00. Sono sul divano del mio salottino, persino addormentata, e ricevo una telefonata da Ascanio. Ma, scusa, "dove sei?", e lui "davanti un bar, lo 089".
Cavolaccio, persino un bar alla moda si è scelto. E in dieci minuti lo raggiungo.
Facile, per percorrere l'intera città in auto, senza traffico, non si impiega più di quaranta minuti.
Penso: lo riconosco? Ma lui è l'unico ciclista, poggiato ad una panchina, senza casco ma con gli occhiali. Che gioia...
Mi segue, ci alterniamo al comando nel traffico e presto siamo a casa. Innanzitutto occorre avvertire Margherita, poi è il turno di Ascanio stesso a cui occorre tempo per riprendersi, e infine annunciamo la sorpresa al forum.
Amici cari: ma che state sempre lì in diretta? Subito ci telefonano: Sabrina, Giorgio, Raffaella... Che banda di scatenati fanatici, appassionati monelli. Ascanio parla con Mar, con tanti... neanche so con esattezza l'ordine delle telefonate.
In casa c'è silenzio, e comincio a preoccuparmi. Difatti Taghi, ben noto gattino biondo, dietro la bici di Ascanio ha trovato un bel rifugio, e tanto di cui occuparsi. A vederlo mi si è stretto il cuore in una morsa: spuntavano solo gli occhi tra il nero fumo del muso e le zampe, mentre continuava a strofinarsi giocoso. Fotografie non ho potuto farne perché sono corsa a ripulirlo, o perlomeno ho tentato. Poi sono rientrati i miei ragazzi, e la serenità è proseguita nonostante la stanchezza. Abbiamo cenato, parlato, scritto, guardato foto, e finalmente a letto.
Lunedì 19 giugno 2006. La sveglia comoda, e senza lavoro. Dopo colazione e la predisposizione del pranzo, decidiamo per un giro in centro. Solite tappe, ma il caffé, il gelato nel pieno sole hanno dato il giusto ristoro.
La mia piccola Linda, distratta, perde borsettina e telefono, per saperne del ritrovamento a pomeriggio inoltrato. C'è tanto caldo, e mentre finalmente Ascanio smonta la bici, noi decidiamo per il Parco comunale e una pizza. E siamo fortunati perché, nonostante di lunedì i locali risultino chiusi, nell'ottimo Lido accanto casa il famoso pizzaiolo ci accontenta cuocendo in anticipo sull'orario d'apertura del forno.
Martedì 20 giugno 2006. Giorno della partenza, ma io sono al lavoro fino alle 12 e 30. So che Ascanio ha girato a piedi da casa al centro, fino una costruzione recentissima di un albergo a forma di nave, che io definisco "Titanic".
Dal rientro alla partenza è tutto cronometrato: ritiro omaggio di latticini, pane (e anche Ascanio ne ha preso), tarallucci con naspro, pranzo fugace ma ricco e con dessert, spedizione in auto con bici sui sedili posteriori, il mio piccolo Aldo sulle gambe di Ascanio seduto avanti, Linda sotto la bici (!), io alla guida. In stazione quindici minuti prima della partenza.
Un signore gentilissimo ci offre il suo biglietto del parcheggio inutilizzato, e noi corriamo al binario.
Puntualissimi!
Ma è meglio riprendere e fotografare bene, perché, figurati, se Toni e Renato credono alla partenza. E foto di gruppo, foto allo scompartimento, all'uscio del vagone... e lo vedo andare.
Da buon angelo ho eseguito il compito, da buona amica sono rimasta per ogni minuto presente, da caro affetto di Margherita ho accertato la sua parte mancante rientrasse alla base.
In casa c'è silenzio e calma, ma Taghi, buono e tranquillo questi due giorni, ci ha avvisati di un'assenza... la bici del Bicitripper.

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