Mai, diversamente (2)
Possiamo scegliere chi essere, cosa diventare?

Ieri notte ero intenta a preparare pane.
L'avevo dimenticato a lievitare, in realtà, ed ero andata a letto nell'amnesia.
Poi ho ricordato d'improvviso fra pensieri insonni, quelli dei sospesi a cui non sai dare risposte.

Mentre il pane era, finalmente, in cottura sono giunti i miei ragazzi spaventati per due che stavano litigando proprio sotto i terrazzini della mia casa.

Abito al terzo piano di un condominio, accanto una fermata della metropolitana, accanto un bel parco molto grande.
All'ingresso della metropolitana deserta c'era un ragazzo giovane, il quale stava urlando contro una ragazza coetanea.
Ho atteso.
Ho pensato: adesso smette, si calmano.
Invece il ragazzo ha cominciato a dare schiaffi alla ragazza, nel mio sgomento, e poi pugni.
Lei a terra e lui a colpirla con calci.

Sono rientrata ed ho preso il telefonino: tremavano le dita.
Il ragazzo ha aumentato i colpi, ed allora ho urlato: "Sto chiamando la polizia!"
Composto il 112 ho parlato in maniera chiara e comprensibile, poche parole in maniera si localizzasse subito la zona.
Altre mie urla nel tentativo di rassicurare la ragazza, a cui stava svanendo la voce.
Ho sperato, dall'alto del terrazzino, di riuscire a farlo smettere, farlo spaventare.
Ma sono stata poco furba perché il ragazzo ha visto di me.

Attorno un silenzio incomprensibile, i battenti tutti chiusi, un giovane che guardava a distanza proseguendo per la sua strada.

Non sono così.
Al posto di quella ragazza avrebbe potuto esserci mia figlia, avrei potuto esserci io.

La polizia è arrivata nel silenzio, e nello stesso hanno risolto: una volante ad un ingresso della metro, l'altra sotto il mio terrazzino.

errore (2)
Non vale la pena avere la libertà
se questo non implica avere la libertà di sbagliare.

(Mahatma Gandhi)

Accettare la differenza di età

All'improvviso e inaspettato, per rendersi subito conto di essere in un errore.
Poi... non c'è più controllo.
Svegliarsi ed averlo negli occhi, interamente, davanti nei pensieri prima del lavoro, della fame e del sonno.
Occorre dirsi di trattenere le dita, che restano a sfiorarlo, e obbligarsi a scegliere strade diverse, restare distante.

Grava essere così: qualcuno col forte senso del giusto.
Dimmi: come riesci a zittire la febbre, come si può?!

Adios Nonino (2)
Sarà che amo lo stridere delle corde quando le dita lasciano la tastiera;
sarà che sono cresciuta ascoltando mio nonno suonare;
sarà che ne studiavo anch'io;
sarà che amo le silenziose parole del tango argentino.

Marcel Estivalet mentre interpreta Adios Nonino di Astor Piazzolla.



è appena ieri (0)
Da Qui io ti amo di Pablo Neruda
"Qui ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.
Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei così distante".


poche note (0)
Le porte del sogno, Sergio Cammariere



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