Non solo donne (0)
Alcune volte mi sento un uomo.
Non un uomo, fisicamente parlando, ma nella tipica indolenza che provano gli uomini nei confronti di alcuni atteggiamenti ossessivi, di quelli relegati a luoghi comuni.

Sarà che non sono il tipo da:
- Amorino, hai chiuso la finestrina?
- L'ho chiusina!

Sarà che provo panico se l'altro mi telefona alle due di notte per darmi la buonanotte, dato che nei 5 secondi precedenti, nella nona telefonata della sera, ha dimenticato di dirlo.

Sarà che: se chiami quando sto parcheggiano, con un vigile nei pressi che tenta di farmi allontanare, con 10 auto dietro a far la coda per quel parcheggio, e dopo pochi secondi richiami non comprendendo perché non ho potuto rispondere, inneggiando alla mia mancanza di amore nei tuoi confronti... mi scoccia.

Sarà che non mi innamoro quasi mai, se non in rari casi involontari ed eccezionali.
E quando accade è profondo, indelebile, e mi sento come su una zattera in pieno oceano, incerta da che parte andare. Ma questa è un'altra storia.

Così quando, l'altro giorno, un legame profondo del mio passato ha chiamato, nei suoi periodici dialoghi in cui confidiamo beltà e bruttezza della vita, ed ha concluso con l'affermazione, non richiesta:
- Lo sai che ti voglio bene? di un bene grande! Ti voglio talmente bene da non cercarti!
Ho sorriso, perché ho compreso quanto voleva comunicarmi.

Ma avrei dovuto ridere, come nelle gag in cui uno racconta delle proprie disgrazie sentimentali:
- Lei mi ha detto: ti lascio, perché ti amo troppo!
- Ti lascio, perché sei troppo per me!

Che senso ha? Perché vivere di tali timori? Perché non rischiare, rischiando anche di più (Jung, n.d.r.)? Perché lasciare che a guidarci sia l'apatia, il ricatto, la parvenza sociologica?
Dov'è il guadagno, il benessere ricavato?

Preferisco non lasciare cose incompiute, e preferisco ridere.

Nel video di Dario Cassini, che segue, stravolgo il soggetto in quanto non si tratta di sole donne, ma dei tanti soggetti insicuri ed ipocriti che abbiamo l'ardire di incrociare ogni tanto.



Due (0)
Fuori al buio, col viso verso il cielo senza luna.
Lo sguardo avanti, oltre il verde che c'è, per guardare un punto che non ha nulla per me, e che conosco.

A piedi, costretta in brevi spazi per l'assenza d'auto: riavrò il foglio di circolazione il 31.
Ripenso alle istantanee allegre trascorse: un uomo molto alto e gentile che cerca di difendermi, pur nel danno appena fatto; un sorriso compiaciuto in un ricordo lontano, di chi vive d'inganno; la gioia della conquista, di altri, in una vittoria che sembra impossibile.

E infine penso che sono Due: due i tasselli del mosaico che tornano a posto, due le vite divise, due i mesi trascorsi, due le interpretazioni per queste parole, che di me dicono poco.

Abbasso lo sguardo, rientro, continuo a sorridere.



conto alla rovescia (0)
- 8 ore.
Canotta, pantaloni chiari e scarpe da ginnastica: fuori per l'ultimo giorno in ufficio prima delle ferie.
In auto ho corso un po'... devo ricordarmi d'essere più prudente.
Le note di Mil Pasos, Soha, ad alto volume (grazie Luigi); un cane m'ha costretta a frenare d'improvviso, sbuffando al paraurti attraversando la strada.
In ufficio, fra le varie urgenze e chiusure di progetti, penso alle prossime brevi tappe prima del 31 agosto: forse Palinuro, ma anche Pollica (paese nativo di mia madre). Ad Acciaroli c'è Giovanni, l'amico d'infanzia.
Tante serate a ballare, o al cinema con gli amici.
E dormire, dormire davvero, di un sonno senza sogni.
Fra gli affetti e gli svaghi lavorerò per tre siti web, per qualche tutorial di grafica. Acquisterò nuove valige leggere, ma più solide delle precedenti, per le promesse prese per Lucca e Cambridge.
Franco mi definisce... Nuvola, e mi piace. Le nuvole viaggiano, spinte dal vento, e per quanto io sia una persona affidabile e responsabile, che tutela e sostiene varie persone, non ho ancora messo radici.
- 7 ore...

Essere una Donna significa... (0)
Dimenticare di fare benzina!

Note a margine (0)
Salerno, Pisa, Lucca.
Rientrati da poco. Bella, la breve vacanza, nonostante il caldo soffocante, l'umidità e le agitazioni sindacali per Trenitalia.



Si è trattato di un viaggio d'affetti, per raggiungere un'amica, parente adottato volontariamente, che è parte, ormai, della mia stessa Famiglia.



Diario di viaggio: passato e presente.
Un pregio, fra i difetti del mio brutto carattere, è quello di riuscire a farmi voler bene a prescindere dal tempo e le distanze. Forse, la motivazione è nell'affetto che io stessa riesco a provare e dimostrare.
Gio', amico sin dall'infanzia, dice che è per via del mio cuore grande...



Cose belle, cose brutte.
In realtà, gran parte del merito va alla mia famiglia: siamo tanti, tutti legati affettuosamente, pronti a spalleggiarci a vicenda.
Quasi coetanei, fra sorelle, fratelli e cugini di primo grado, cresciuti assieme nella generosità emotiva, ma anche nelle privazioni pratiche, che la vita c'ha donato.

E c'eravamo tutti, quel brutto giorno in cui ho detto addio a mia sorella: venuti dall'estero, da regioni remote d'Italia, uniti.
Sembra scontato, spesso, e invece non lo è.
Disperati, occhi negli stessi occhi chiari, di quelli sulle cui ginocchia poggiavo la mia testa riccioluta.
Quel giorno ho provato fierezza e appartenenza, riconoscenza e amore.

* * * Riflessioni e considerazioni * * *


L'amicizia.
Nel bisogno, ci si accorge di chi si ha accanto, e l'amico è colui che vuole esserci, ma soprattutto colui a cui puoi telefonare e dire cose difficili.
Tutti gli altri sono... nuvole nel proprio cielo.

Il coraggio e la paura.
Contraddizioni:
ho visto un giovane uomo accarezzare la testa priva di capelli, di un volto senza fisionomia, di un corpo senza pelle, e resistere nel caldo soffocante di una camera sterile, e pregare perché lei restasse; ho visto una giovane donna guardare un volto scuro e irriconoscibile, eppure familiare, coperto da lenzuola bianche e attorniato da mogano scuro, e sopravvivere;
conosco donne che hanno timore di telefonare, di rispondere ad un messaggio telefonico, timore di esporre il proprio punto di vista, e mostrarsi senza ipocrisia, paura di restare sole, dormire da sole;
conosco uomini che hanno paura di riconoscere le proprie emozioni, di compiere scelte socialmente imbarazzanti, paura di capire i propri sentimenti, paura di provare sentimenti, paura di piangere ma anche d'essere felici.
Altrove, qualcuno è rimasto digiuno e senza dormire perché altri sopravvivessero; qui, alcuni faticano quasi a vivere, perché non sanno accettare quanto gli accade, e ciò che sono.

Ed io... adesso?
Ho scoperto d'essere indolente verso alcune delle debolezze umane.
Dentro o fuori, dico ai conoscenti: scegli di restare e vivere con coerenza, oppure prosegui accettando ciò che sei e costruendo quanto desideri.
E l'ipocrisia, l'opportunismo... preferisco allontanare chi ne dispensa e offende la Vita.

Forse sono ancora la stessa... non so se me lo auguro.
Qualcuno ha già detto: si prosegue da questo punto in poi. Ecco, appunto...

- - -
*** foto di Pisa (Roberta e Mally)
*** alcune icone per lo skin della chat "Intelligere", realizzate da me.



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