Memoria (0)
Come musica - Lorenzo Jovanotti CherubiniBacio (1)
Di ritorno dalla lezione di tango argentino: ho ballato continuamente.Sulla tavola, in casa, il dono di un bacio perugina, pensiero particolare di mia figlia.
Nel giorno giusto, telepatia, forse.
La frase all'interno recita: "A chi più amiamo, meno dire sappiamo".
Indubbiamente, la frase più brutta e mal scritta mai letta... impressa dentro di me, stanotte.
Punte di matita (0)
Giovedì di tenerezze, oltre le bollette e il lavoro.Forse è vicino, chissà...
Non so come nascono i disegni.
A volte li vedo realizzati e mi sorprendo, come non fossi stata neanche io a produrli.
C'è sempre un foglio bianco, ma ne traspare l'immagine: vedo i colori e conosco le sensazioni che devo trasmettere.
Come l'argilla che plasmavo a scuola, la tecnica serve solo a trasformare l'emotività con la stessa, semplice, immediatezza.
Se i protagonisti di un disegno prendessero vita, in questi giorni difficili dove le persone sono spesso apatiche e fredde, incapaci di donarsi ad altri, mi piacerebbe vederli passare accanto ognuna e pizzicarla, solleticarla, per farla risvegliare ed emozionare: dare passione ad ogni passo, schioccare le dita ed accendere una luce.
Nella vita, socialmente non si può sempre, se non attendere l'altra mano e corrisponderla, far comprendere si è presenti.
Da Per amore (A. Bocelli), uno stralcio del testo:
"Io conosco la tua strada, ogni passo che farai,
le tue ansie chiuse e i vuoti, sassi che allontanerai.
Senza mai sapere che, come roccia io ritorno in te...
...
Io conosco i tuoi respiri, tutto quello che non vuoi,
lo sai bene che non vivi, riconoscerlo non puoi.
...
Per amore, hai mai fatto niente solo per amore,
hai sfidato il vento e urlato mai,
diviso il cuore stesso, pagato e riscommesso...
Per amore, hai mai speso tutto quanto, la ragione, il tuo orgoglio fino al pianto?
...
E te lo dico adesso, sincera con me stessa,
quanto mi costa non saperti mio.
E sarebbe come se, tutto questo mare annegasse in me..."
Metafore e mete (0)
Mia figlia sta leggendo Il postino di Neruda. Esponendo il pensiero con metafore, ho dialogato in un'accesa discussione con gli amici del tango argentino.
Gli uomini (intesi come esseri umani) che non si donano, si ritraggono nel relazionarsi: nella passione totalmente abbandonati, e poi fuggitivi silenziosi.
Gran parte del gruppo, ieri, era cosciente di rientrare in una categoria simile.
Io stessa, forse, sono così.
Cosa accade quando svanisce il dialogo?
La persona che assiste alla trasformazione, vive nello sconcerto di un plausibile dubbio emotivo.
Ma, al di là, delle cause scatenanti: paura delle relazioni, scontentezza nel legame, disinteresse verso il partner, unione sessuale non soddisfacente... colui che si assenta agisce come il pilota che si mette nell'auto timoroso di guidare.
Rischioso accettare passaggi da chi ha timore: è pericoloso per sé e per gli altri, l'egocentrico può raggiungere apici di assenza e disinteresse totale verso colui che lo accompagna, demandandogli le responsabilità. Persino: si giustifica, ed è convinto d'aver pianificato la propria vita.
* La teoria dei numeri Uno
Chi fugge, ha dentro il numero Uno, e quando si desidera qualcuno, bisogna sia nella predisposizione mentale di essere un numero Due: due pensieri, condivisione di paure e successi, debolezze. Come nell'amore fisico: mani su mani, reciprocità.
Nella metafora dell'auto, il numero Due espone le paure, e l'altro offre assistenza e pazienza, attenzione.
L'opposto, l'essere numero Uno, porta ad avere un rapporto con qualcuno che resta immobile, fermo, come il fare sesso con chi riesce solo a ricevere.
Mi spiegavano ieri, che chi, mentalmente, è solo un numero Uno, si pone a restare solo, spesso attendendosi strategie coercitive dal partner (grande errore, e dimostrazione palese si desideri sia solo uno dei due, nella coppia, a procedere).
E questo porta anche alla considerazione che, l'Uno, non tenga al partner: perché non difende l'altro, e non tutela.
La discussione, fra gli amici, ha portato al chiarimento sereno fra le coppie.
Per mio conto, ho riflettuto su alcune vicende, e alle belle parole di una persona a cui tengo.
Sì, vivo le cose belle, è una mia scelta, e sono contenta d'essere ancora un essere umano capace di donare, nonostante la violenza e le fratture emotive, i punti di rottura organici.
Perseguo le cose belle e le incentivo, e fra queste c'è l'intimità, che è molto più rara della sola sessualità.
Spero di vivere, un giorno, l'intimità grande con qualcuno che amo.
Io resto, adesso, distante e silenziosa come lui, adattandomi, nell'attesa lui mi guardi: serena, luminosa, perché è nei miei occhi e dentro.
Abstract (0)

Ricordo, anni fa, di un delicato film sulle rivelazioni ed i capovolgimenti nel vissuto di una famiglia, dove il vecchio nonno commentava con un disarmante: "Sono confuso!".
Così sono in confusione: non riesco ad avere controllo sulle emozioni e le conseguenze, il destino, le scelte da effettuare.
Resto a guardare i cambiamenti, silenziosa, come in tutti quei momenti in cui ho timore di rovinare l'equilibrio: sospesa, a pochi passi da tutto.
Gli ultimi giorni, oltretutto, sono rimasta sorpresa da alcune parole, e i gesti di altri.
Ho cercato di memorizzare ogni momento, in maniera da renderlo impresso, dentro.
E' possibile sia tutto diverso da quanto conosco bene?
Stamani ho cercato in rete un corrispettivo delle mie sensazioni: un insetto, un evento naturale... qualcosa che resti ferma durante la mutazione.
Non sono una farfalla, perché non voglio vivere intensamente per solo un giorno, ma forse mi sento come un maggiolino: piccolo e rosso, capace di restare nel palmo, da schiacciare o decidere di tenere accanto. E il maggiolino può anche volare, allontanarsi definitivamente.






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