Il coraggio e il leone (0)
E' difficile riuscire a mutare gli eventi della vita, talmente da dirigerli a proprio favore.Difficile già avere un sogno da perseguire, e lottare per farlo concretizzare.
Occorre essere avveduti, preparati, corazzati agli attacchi, e forse affettuosamente incoraggiati.
Magari, occorre anche un po' di fortuna.
E quando la riuscita si realizza è festa grande, a dimostrazione che, nel nostro piccolo, siamo ancora nella capacità di cambiare le regole del gioco.
O, forse, solo in pochi ci riescono.
Ho visto ieri questo successo, e l'ho assorbito come incoraggiamento e spinta per credere ancora nelle cose, nella forza della volontà che muove le montagne, e anche se non rappresenta il cambiamento radicale o immediato.
Lui splendido, con una luminosità da guardare di continuo, da abbracciare entusiasta.
L'uomo può diventare il leone, quando vuole davvero qualcosa.
*
Sottovoce: quanto non può cambiare
Ieri mattina sono stata in ospedale da mia sorella, che ha problemi pre-parto.
Le ho portato cioccolata bianca, come da suo desiderio.
Nei discorsi, abbiamo ricordato mio nonno.
E all'uscita ho desiderato averlo accanto, con tutti i suoi sorrisi, ed il suo voler bene incondizionato: non perché utile a qualcosa, non perché produttiva, affidabile e presente.
Lui è rimasto, in vita, alle spalle protettivo a volermi bene, perché ero io e basta.
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* le emoticons dei "babbini", liberamente utilizzabili, sono una mia realizzazione grafica.
... e invece era un calesse! (0)
E' uno strano periodo di vicende e parole.Attorno, sono molto coccolata e corteggiata.
E ricevo parole, tante parole, fra confidenze e confessioni.
Nelle storie narrate, guardo la gente che indietreggia e sceglie volontariamente il dolore e l'apatia.
Riguardo me?
Io, grazie, preferisco vivere!
‘O ssaje comme fa ‘o core
(Massimo Troisi, Pino Daniele)
Tu stive ‘nzieme a n’ato
je te guardaje
primma ‘e da’ ‘o tiempo all’uocchie
pe’ s’annammura’
già s’era fatt’ annanze ‘o core.
A me, a me
‘o ssaje comme fa ‘o core
a me, a me
quann’ s’è annamurato.
Tu stive ‘nzieme a me
je te guardavo
comm’è succiesso, ammore
ca è fernuto
ma je nun m’arrenn’
ce voglio pruva’.
Je no, je no
‘o ssaje comme fa ‘o core
je no, je no
quann s’è sbagliato.
un passo indietro (0)
La telefonata improvvisa mentre entravo in ufficio, e la piccola fuga per prendere un caffé con l'amica; il cappuccino e l'aria tiepida del sole invernale; il volto dell'uomo in divisa, così simile a quello che conosco bene, l'ultima volta stanco.Il pensiero costante, gli occhi offuscati e altrove. La giornata, solare con poco.
Negramaro, Un passo indietro
face... boh! (0)
Il mio pensiero su Facebook ricalca totalmente quello del grande Eriadan:
LINK alla pagina del sito.
Incipit (0)
"Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato.
È stato tanto tempo fa.
Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato.
Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto.
Oggi me ne rendo conto."
(Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni, Edizioni Piemme)






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